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Fibrillazione atriale e anticoagulante: posso fare sport?
Muoversi fa bene anche a chi ha la fibrillazione atriale. Con l’anticoagulante cambia soprattutto la scelta dello sport: meglio quelli senza contatti e con poche cadute.
di Pietro Concari, cardiologo3 minuti di lettura

Con la ripresa dopo l’estate tornano le domande sullo sport, e una delle più frequenti arriva da chi ha la fibrillazione atriale: «Prendo l’anticoagulante: posso ancora fare sport?». Sì, ed è anzi consigliato. Cambiano la scelta dell’attività e qualche attenzione.
Perché muoversi fa bene
Le linee guida europee sulla fibrillazione atriale del 2024 considerano l’esercizio parte della cura: un programma di attività regolare, adattato alla persona, migliora la forma fisica e può ridurre il ritorno dell’aritmia. Aiuta anche a controllare peso e pressione, che a loro volta favoriscono la fibrillazione.
Il problema non è il cuore, è il trauma
L’anticoagulante protegge dall’ictus, ma rende più facili e più seri i sanguinamenti quando ci si fa male. Per questo le linee guida europee sullo sport sconsigliano, a chi è in terapia anticoagulante, gli sport con contatto fisico diretto o con un alto rischio di traumi.
- In genere adatti: camminata veloce, corsa, nuoto, bicicletta su percorsi tranquilli, ginnastica, esercizi con i pesi a carichi moderati, ballo, golf, tennis.
- Da evitare: pugilato e arti marziali da combattimento, rugby, calcio, basket, hockey.
- Da valutare caso per caso: sci alpino, mountain bike in discesa, equitazione, arrampicata e tutte le attività in cui le cadute sono frequenti.
La scelta va fatta con il cardiologo, perché contano anche il tipo di anticoagulante, la funzione dei reni e le altre malattie.
Quanto sforzo, e come misurarlo
Con la fibrillazione il battito è irregolare e la frequenza mostrata dagli orologi da polso può essere poco attendibile. È più utile regolarsi sulla fatica percepita e sul «test della parola»: a intensità moderata si riesce a parlare, ma non a cantare.
I farmaci per il controllo della frequenza, come i beta-bloccanti, riducono il battito sotto sforzo e la capacità di spingere al massimo: è normale, e se ne tiene conto negli allenamenti. Un test da sforzo può aiutare a capire come risponde il cuore durante l’esercizio e a stabilire l’intensità adatta.
L’anticoagulante non si salta
Le dosi non si saltano né si spostano in vista di un allenamento o di una gara: la protezione dall’ictus dipende dalla regolarità. Se una dose viene dimenticata, valgono le regole del proprio farmaco, da chiarire con il medico.
Domande frequenti
Posso andare in palestra e fare pesi?
Sì, con carichi moderati, movimenti controllati e senza trattenere il fiato. Meglio evitare i carichi massimali e gli esercizi in cui un attrezzo può cadere addosso.
E lo sport agonistico?
In Italia serve la visita di idoneità del medico dello sport, che segue protocolli specifici: la fibrillazione e la terapia anticoagulante vengono valutate insieme al tipo di sport.
Se prendo una botta, cosa faccio?
Un piccolo livido non preoccupa. Un trauma alla testa, invece, va sempre fatto valutare in pronto soccorso, anche se ci si sente bene: con l’anticoagulante un sanguinamento interno può manifestarsi dopo qualche ora.
Lo sport può far venire la fibrillazione?
L’attività moderata e regolare ne riduce il rischio. Molti anni di sport di resistenza molto intenso si associano invece a un rischio un po’ più alto in alcune persone: non è un motivo per smettere di muoversi, ma per non esagerare.
In sintesi
Con la fibrillazione atriale e l’anticoagulante lo sport non va abbandonato: fa parte della cura. Si scelgono attività senza contatti e con poche cadute, si regola l’intensità sulla fatica e non si saltano le dosi. Per lo sport agonistico decide la visita di idoneità.
Fonti
- Van Gelder IC e altri. 2024 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation. Eur Heart J 2024;45:3314-3414. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae176
- Pelliccia A e altri. 2020 ESC Guidelines on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease. Eur Heart J 2021;42:17-96. doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa605
- Steffel J e altri. 2021 European Heart Rhythm Association Practical Guide on the use of non-vitamin K antagonist oral anticoagulants in patients with atrial fibrillation. Europace 2021;23:1612-1676. doi.org/10.1093/europace/euab065
Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.