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Pressione alta: posso andare in montagna?
Con le ferie arriva una delle domande più frequenti: con la pressione alta si può salire in quota? Quasi sempre sì, con qualche attenzione.
di Pietro Concari, cardiologo4 minuti di lettura

Avvicinandoci alle ferie, sono le domande che mi vengono fatte più spesso: «Ho la pressione alta, posso andare in montagna? Posso dormire in rifugio, fare un’escursione impegnativa?». Nella maggior parte dei casi la risposta è sì. Conviene però sapere che cosa succede in quota e come prepararsi.
Cosa succede alla pressione in quota
Salendo l’aria è più rarefatta e nel sangue arriva meno ossigeno. L’organismo reagisce attivando il sistema nervoso: il cuore batte più in fretta e la pressione tende a salire. Contribuiscono anche il freddo, lo sforzo della salita e il sonno spesso disturbato delle prime notti.
L’aumento è in genere moderato, più evidente nei primi giorni e alle quote più alte, e varia molto da persona a persona; con l’adattamento tende a ridursi. Le raccomandazioni europee sull’alta quota, preparate da cardiologi, specialisti dell’ipertensione e medici di montagna, considerano «alta quota» quella sopra i 2.500 metri: è lì che gli effetti si fanno sentire di più.
Chi può partire tranquillo
Chi ha la pressione ben controllata con la terapia, e nessun’altra malattia di cuore, può andare in montagna e fare escursioni adatte al proprio allenamento, anche a quote elevate. La condizione è conoscere i propri valori prima di partire e tenerli sotto controllo durante il soggiorno.
Diverso è il caso di chi ha la pressione alta e non ancora controllata: le stesse raccomandazioni suggeriscono di evitare l’alta quota finché i valori non sono stati riportati nella norma.
Prima di partire
- Misurare la pressione a casa per qualche giorno, al mattino e alla sera, per sapere da quali valori si parte.
- Portare l’apparecchio per misurarla: in quota servirà.
- Non sospendere né ridurre i farmaci da soli e portarne una scorta sufficiente per tutta la vacanza.
- Parlarne con il medico se la pressione non è controllata, se ci sono altre malattie di cuore o se si programmano quote molto elevate.
In quota
- Salire per gradi. Sopra i 2.500 metri conviene passare le prime notti a quote intermedie; le funivie che portano in pochi minuti molto in alto concentrano l’effetto della quota.
- Andare piano nei primi giorni, con percorsi facili, e aumentare lo sforzo poco alla volta.
- Misurare la pressione al mattino e alla sera, seduti e a riposo, come a casa.
- Bere a sufficienza, limitare alcol e sale, proteggersi dal freddo.
- Se i valori salgono molto rispetto al solito, non aggiungere compresse di propria iniziativa: sentire il medico, che può adattare la terapia per il periodo in quota.
Mal di montagna o pressione?
Mal di testa, nausea, stanchezza e sonno agitato nelle prime ore o nei primi giorni sopra i 2.500 metri sono spesso il segno del mal di montagna, che non dipende dalla pressione. Si fermano la salita e lo sforzo; se i disturbi non passano o peggiorano, si scende di quota.
Domande frequenti
Posso dormire in rifugio in alta quota?
Con la pressione controllata, in genere sì, meglio dopo una o due notti a quote intermedie. Chi ha la pressione non controllata o una malattia di cuore dovrebbe parlarne prima con il medico.
Le medicine per la pressione funzionano anche in quota?
Sì, e vanno prese come sempre. Alcune, come i diuretici, con caldo, sforzo e sudorazione possono favorire la disidratazione: un motivo in più per bere a sufficienza e controllare i valori.
E chi ha avuto un infarto o ha uno scompenso?
Le raccomandazioni europee prevedono indicazioni specifiche per ciascuna malattia: dipende da quanto è stabile e da che cosa si vuole fare. Va deciso con il cardiologo prima della partenza.
In sintesi
Con la pressione ben controllata la montagna non è vietata, anzi: camminare fa bene. Basta conoscere i propri valori, salire per gradi, misurare la pressione nei primi giorni e non modificare la terapia da soli.
Fonti
- Parati G e altri. Clinical recommendations for high altitude exposure of individuals with pre-existing cardiovascular conditions. Eur Heart J 2018;39:1546. doi.org/10.1093/eurheartj/ehx720
- McEvoy JW e altri. 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. Eur Heart J 2024;45:3912-4018. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae178
- Luks AM e altri. Wilderness Medical Society Clinical Practice Guidelines for the Prevention and Treatment of Acute Altitude Illness: 2019 Update. Wilderness Environ Med 2019;30(4S):S3-S18. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31248818
Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.