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Pietro Concari

Articoli · Pressione

Pressione alta: posso andare in montagna?

Con le ferie arriva una delle domande più frequenti: con la pressione alta si può salire in quota? Quasi sempre sì, con qualche attenzione.

Uno zaino blu e due bastoncini da trekking appoggiati a una roccia lungo un sentiero di montagna, con le cime innevate sullo sfondo.
Immagine illustrativa generata con l’intelligenza artificiale, a solo scopo esplicativo.

Avvicinandoci alle ferie, sono le domande che mi vengono fatte più spesso: «Ho la pressione alta, posso andare in montagna? Posso dormire in rifugio, fare un’escursione impegnativa?». Nella maggior parte dei casi la risposta è sì. Conviene però sapere che cosa succede in quota e come prepararsi.

Cosa succede alla pressione in quota

Salendo l’aria è più rarefatta e nel sangue arriva meno ossigeno. L’organismo reagisce attivando il sistema nervoso: il cuore batte più in fretta e la pressione tende a salire. Contribuiscono anche il freddo, lo sforzo della salita e il sonno spesso disturbato delle prime notti.

L’aumento è in genere moderato, più evidente nei primi giorni e alle quote più alte, e varia molto da persona a persona; con l’adattamento tende a ridursi. Le raccomandazioni europee sull’alta quota, preparate da cardiologi, specialisti dell’ipertensione e medici di montagna, considerano «alta quota» quella sopra i 2.500 metri: è lì che gli effetti si fanno sentire di più.

Chi può partire tranquillo

Chi ha la pressione ben controllata con la terapia, e nessun’altra malattia di cuore, può andare in montagna e fare escursioni adatte al proprio allenamento, anche a quote elevate. La condizione è conoscere i propri valori prima di partire e tenerli sotto controllo durante il soggiorno.

Diverso è il caso di chi ha la pressione alta e non ancora controllata: le stesse raccomandazioni suggeriscono di evitare l’alta quota finché i valori non sono stati riportati nella norma.

Prima di partire

  • Misurare la pressione a casa per qualche giorno, al mattino e alla sera, per sapere da quali valori si parte.
  • Portare l’apparecchio per misurarla: in quota servirà.
  • Non sospendere né ridurre i farmaci da soli e portarne una scorta sufficiente per tutta la vacanza.
  • Parlarne con il medico se la pressione non è controllata, se ci sono altre malattie di cuore o se si programmano quote molto elevate.

In quota

  • Salire per gradi. Sopra i 2.500 metri conviene passare le prime notti a quote intermedie; le funivie che portano in pochi minuti molto in alto concentrano l’effetto della quota.
  • Andare piano nei primi giorni, con percorsi facili, e aumentare lo sforzo poco alla volta.
  • Misurare la pressione al mattino e alla sera, seduti e a riposo, come a casa.
  • Bere a sufficienza, limitare alcol e sale, proteggersi dal freddo.
  • Se i valori salgono molto rispetto al solito, non aggiungere compresse di propria iniziativa: sentire il medico, che può adattare la terapia per il periodo in quota.

Mal di montagna o pressione?

Mal di testa, nausea, stanchezza e sonno agitato nelle prime ore o nei primi giorni sopra i 2.500 metri sono spesso il segno del mal di montagna, che non dipende dalla pressione. Si fermano la salita e lo sforzo; se i disturbi non passano o peggiorano, si scende di quota.

Domande frequenti

Posso dormire in rifugio in alta quota?

Con la pressione controllata, in genere sì, meglio dopo una o due notti a quote intermedie. Chi ha la pressione non controllata o una malattia di cuore dovrebbe parlarne prima con il medico.

Le medicine per la pressione funzionano anche in quota?

Sì, e vanno prese come sempre. Alcune, come i diuretici, con caldo, sforzo e sudorazione possono favorire la disidratazione: un motivo in più per bere a sufficienza e controllare i valori.

E chi ha avuto un infarto o ha uno scompenso?

Le raccomandazioni europee prevedono indicazioni specifiche per ciascuna malattia: dipende da quanto è stabile e da che cosa si vuole fare. Va deciso con il cardiologo prima della partenza.

In sintesi

Con la pressione ben controllata la montagna non è vietata, anzi: camminare fa bene. Basta conoscere i propri valori, salire per gradi, misurare la pressione nei primi giorni e non modificare la terapia da soli.

Fonti

  1. Parati G e altri. Clinical recommendations for high altitude exposure of individuals with pre-existing cardiovascular conditions. Eur Heart J 2018;39:1546. doi.org/10.1093/eurheartj/ehx720
  2. McEvoy JW e altri. 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. Eur Heart J 2024;45:3912-4018. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae178
  3. Luks AM e altri. Wilderness Medical Society Clinical Practice Guidelines for the Prevention and Treatment of Acute Altitude Illness: 2019 Update. Wilderness Environ Med 2019;30(4S):S3-S18. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31248818

Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.

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