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Dolori muscolari con la statina: cosa fare
Quanto sono frequenti davvero, come si capisce se dipendono dal farmaco e quali soluzioni ci sono, anche per chi non tollera nessuna statina.
di Pietro Concari, cardiologo6 minuti di lettura

«Da quando prendo la statina mi fanno male le gambe.» È tra le frasi che sento più spesso in ambulatorio, e i dolori muscolari sono il motivo più comune per cui una statina viene sospesa, o mai cominciata. Il disturbo va preso sul serio, ma prima di concludere che la statina non fa per noi conviene sapere un paio di cose.
Quanto sono frequenti, davvero
Mettendo insieme 19 grandi studi in doppio cieco con oltre 120.000 persone, nel primo anno la statina aumentava di poco i disturbi muscolari, e più di 9 segnalazioni su 10 nel gruppo trattato non dipendevano dal farmaco, perché comparivano con la stessa frequenza anche con il placebo. Dopo il primo anno la differenza non era più significativa.
Nella vita di tutti i giorni le percentuali sembrano più alte. Un’analisi di 176 studi su oltre quattro milioni di persone ha stimato che l’intolleranza alla statina riguarda circa il 9% dei pazienti; con i criteri delle società scientifiche la quota scende intorno al 6-7%. E cambia molto a seconda di chi osserva: circa il 5% negli studi controllati, il 17% negli studi osservazionali, dove chi prende il farmaco sa di prenderlo.
L’effetto nocebo
In due studi inglesi, persone che avevano smesso la statina per i dolori l’hanno ripresa alternandola, a mesi, con un placebo identico, senza sapere che cosa stessero prendendo. Nel primo, il 90% dei disturbi provati con la statina compariva anche con il placebo. Nel secondo, 200 pazienti seguiti dal medico di famiglia, il dolore era uguale nei mesi di statina e in quelli di placebo, e due su tre di chi ha completato lo studio hanno deciso di riprendere la cura.
È l’effetto nocebo: aspettarsi un effetto collaterale basta a farlo comparire. Non significa che il dolore sia immaginario. Il dolore è reale, ma spesso non lo causa il farmaco.
Come si capisce se è la statina
I dolori tipici da statina sono simmetrici, colpiscono i grandi muscoli di cosce, glutei, polpacci o schiena, compaiono di solito nelle prime settimane di cura o dopo un aumento di dose, e passano entro qualche settimana dalla sospensione. Un dolore a un solo lato, a un’articolazione, o comparso dopo anni di terapia senza che nulla sia cambiato fa pensare prima ad altre cause.
Il medico guarda anche a ciò che può favorire i disturbi: un problema di tiroide, altri farmaci che interferiscono con la statina, l’alcol, una malattia dei reni o del fegato, uno sforzo fisico intenso e insolito. Può essere utile un esame del sangue, il CK, che misura un enzima liberato dai muscoli quando sono danneggiati; nella maggior parte dei casi è normale.
Le soluzioni, dalla più semplice
- Non sospendere da soli. Interrompere la statina di propria iniziativa fa risalire il colesterolo e il rischio; il percorso si decide con il medico.
- Una pausa e una nuova prova. Si sospende per qualche settimana: se i dolori non passano, difficilmente dipendono dalla statina. Se passano, si riprova, con la stessa o con un’altra. Intanto conviene annotare su un diario quando compaiono i dolori e quanto sono intensi.
- Un’altra statina, o una dose più bassa. Le statine non sono tutte uguali, e molte persone che non tollerano una molecola ne tollerano un’altra.
- A giorni alterni. Alcune statine, come la rosuvastatina e l’atorvastatina, restano a lungo nell’organismo e si possono prendere anche due o tre volte alla settimana, con un effetto minore ma ancora utile.
- Statina e un secondo farmaco. Una statina a dose bassa, insieme all’ezetimibe, che riduce l’assorbimento del colesterolo nell’intestino, può raggiungere l’obiettivo che da sola raggiungerebbe solo a dose alta.
Se nessuna statina è tollerata
Sono casi meno frequenti di quanto si creda, ma esistono, e oggi le alternative ci sono:
- Ezetimibe. È un farmaco che agisce nell’intestino: riduce l’assorbimento del colesterolo e si può usare da solo o insieme agli altri.
- Acido bempedoico. È una compressa che agisce sulla stessa via della statina, un passo prima, e si attiva nel fegato e non nei muscoli. In uno studio su quasi 14.000 persone che non tolleravano la statina ha ridotto l’LDL di circa un quinto rispetto al placebo e gli eventi cardiovascolari maggiori del 13%, soprattutto gli infarti; ha aumentato di poco i casi di gotta e di calcoli alla colecisti. Le linee guida europee del 2025 lo raccomandano a chi non può prendere la statina.
- Farmaci contro la proteina PCSK9. Sono iniezioni sottocute: gli anticorpi monoclonali alirocumab ed evolocumab, ogni due o quattro settimane, abbassano l’LDL di circa il 60% e negli studi hanno ridotto infarti e ictus; l’inclisiran, con lo stesso bersaglio, richiede solo poche iniezioni all’anno.
Non sono intercambiabili: la scelta dipende dal rischio cardiovascolare, da quanto deve scendere l’LDL e dalle altre malattie. Alcuni, nel Servizio sanitario nazionale, si prescrivono solo in condizioni precise e con un piano terapeutico.
Cosa non serve
Il coenzima Q10 viene consigliato spesso, ma gli studi danno risultati contrastanti e la Società europea dell’aterosclerosi non lo raccomanda. Neppure la vitamina D aiuta: in un ampio studio americano oltre 2.000 persone che avevano iniziato una statina hanno preso vitamina D o placebo, e i dolori muscolari sono stati uguali nei due gruppi, il 31%. E il riso rosso fermentato non è un’alternativa: contiene la stessa molecola di una statina, con meno controllo sulla dose.
Domande frequenti
Serve un esame del sangue prima di iniziare?
Le linee guida europee suggeriscono di dosare il CK prima di cominciare la statina. Durante la cura non serve ripeterlo di routine: si controlla se compaiono dolori o debolezza.
Posso fare sport?
Sì, e anzi conviene: l’attività fisica fa parte della cura. Uno sforzo intenso e insolito può far salire il CK e dare dolori per qualche giorno anche senza statina, per cui è meglio aumentare i carichi gradualmente.
Ci sono farmaci o cibi da evitare?
Alcune statine, come la simvastatina e l’atorvastatina, risentono di farmaci che ne aumentano la concentrazione nel sangue, per esempio alcuni antibiotici e antimicotici, e di grandi quantità di succo di pompelmo. Conviene ricordare sempre la statina a chi prescrive un nuovo farmaco.
In sintesi
Il dolore muscolare non va ignorato, ma nemmeno accettato come prezzo inevitabile, né risolto smettendo la cura. Nella grande maggioranza dei casi, parlandone con il medico, si trova il modo di tenere basso il colesterolo senza dolori.
Fonti
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Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.