Informazioni per i pazienti
Gli esami cardiologici
Gli esami più comuni in cardiologia, spiegati in breve: a cosa servono, come si svolgono, come prepararsi e cosa non dicono. Per arrivare all’esame preparati e leggere il referto con qualche domanda in meno.
Schede di Pietro Concari, medico chirurgo, specialista in Cardiologia. Aggiornate a ottobre 2026 sulle linee guida della Società Europea di Cardiologia.
Elettrocardiogramma e monitoraggi
4 esami
Elettrocardiogramma (ECG)Pochi minuti · indolore · senza preparazione
- Cos’è
- La registrazione dell’attività elettrica del cuore. Si applicano dieci elettrodi, sei sul torace e quattro su polsi e caviglie, che danno le dodici «derivazioni» del tracciato standard.
- A cosa serve e quando si richiede
- Mostra ritmo e frequenza del cuore, i disturbi della conduzione e i segni di un infarto, recente o passato, o di pareti ispessite. Fa parte della visita cardiologica e si esegue per palpitazioni, dolore al petto, affanno o svenimento, prima di alcune terapie e per l’idoneità sportiva.
- Come si svolge e quanto dura
- Si sta sdraiati, con il torace scoperto, fermi e rilassati, respirando normalmente. La registrazione dura pochi secondi; con la preparazione, in tutto pochi minuti.
- Preparazione
- Nessuna: non serve il digiuno e i farmaci si prendono come sempre. Meglio evitare creme sul torace, che fanno aderire male gli elettrodi.
- È invasivo o doloroso?
- No. L’apparecchio registra soltanto: non immette corrente e non usa radiazioni. Staccare gli elettrodi adesivi può tirare un po’ la pelle.
- Cosa non dice
- Fotografa pochi secondi: un’aritmia che va e viene può non comparire. Un elettrocardiogramma normale a riposo non esclude un restringimento delle coronarie né altre malattie del cuore, e alcune alterazioni si capiscono solo insieme alla visita e ai tracciati precedenti.
Holter ECG24 ore o più · a casa · si fa la vita di sempre
- Cos’è
- Un elettrocardiogramma registrato in continuo da un piccolo apparecchio portatile, collegato a elettrodi adesivi sul torace. La registrazione dura di solito 24 ore; per alcuni quesiti si prolunga a più giorni.
- A cosa serve e quando si richiede
- Studia i disturbi che vanno e vengono: palpitazioni, capogiri, svenimenti. Conta le extrasistoli, cerca la fibrillazione atriale o pause del battito e verifica l’effetto di alcune terapie, per esempio il controllo della frequenza nella fibrillazione atriale.
- Come si svolge e quanto dura
- L’applicazione richiede pochi minuti; poi si torna a casa e si fa la vita di sempre, sonno compreso. Su un diario si annotano l’orario dei disturbi e cosa si stava facendo, per confrontarli con il tracciato. Il referto richiede la lettura dell’intera registrazione e non è immediato.
- Preparazione
- Fare la doccia prima, perché l’apparecchio non si può bagnare; niente creme sul torace e abiti comodi. A volte serve radere piccole zone di pelle.
- È invasivo o doloroso?
- No. Gli elettrodi possono irritare un po’ la pelle.
- Cosa non dice
- Se i disturbi sono rari, è probabile che non compaiano durante la registrazione: in questi casi si usano monitoraggi più lunghi, esterni o impiantabili. Un Holter normale, registrato in giorni senza disturbi, non esclude un’aritmia.
Tra le domande frequenti: A cosa serve l’Holter ECG?
Monitoraggio della pressione nelle 24 oreHolter pressorio · bracciale automatico · anche di notte
- Cos’è
- Un bracciale collegato a un piccolo apparecchio portato alla cintura misura da solo la pressione a intervalli regolari, di giorno e di notte, per 24 ore.
- A cosa serve e quando si richiede
- Conferma o esclude l’ipertensione e riconosce quella «da camice bianco», alta solo dal medico, e quella «mascherata», normale dal medico ma alta nella vita di tutti i giorni. Mostra come si comporta la pressione di notte e se la terapia funziona nell’arco dell’intera giornata.
- Come si svolge e quanto dura
- Si applica il bracciale, di solito al braccio non dominante, e si torna alle attività abituali. Quando il bracciale si gonfia conviene fermarsi e tenere il braccio disteso e rilassato. Su un diario si annotano orari di sonno, farmaci e disturbi; il giorno dopo si riconsegna l’apparecchio.
- Preparazione
- Una maglia con maniche comode e la doccia prima, perché l’apparecchio non si bagna. I farmaci si prendono come sempre, salvo indicazioni diverse.
- È invasivo o doloroso?
- No. Il bracciale stringe per qualche secondo a ogni misura e di notte può disturbare il sonno.
- Cosa non dice
- Una giornata molto diversa dal solito può dare valori poco rappresentativi, e con il movimento alcune misure non riescono. Con un battito molto irregolare, come nella fibrillazione atriale, le misure automatiche sono meno precise.
Tra le domande frequenti: Quando è utile l’Holter pressorio delle 24 ore?
Test da sforzoCirca mezz’ora · cyclette o tapis roulant · medico presente
- Cos’è
- Un elettrocardiogramma registrato durante uno sforzo crescente, su cyclette o tapis roulant, insieme alla misura della pressione e all’osservazione dei disturbi, sotto il controllo del medico.
- A cosa serve e quando si richiede
- Misura quanto sforzo si riesce a fare e come rispondono battito e pressione, e cerca disturbi o aritmie che compaiono solo sotto sforzo. Serve nelle cardiopatie note, per stabilire l’attività fisica adatta e in medicina dello sport. Per cercare un restringimento delle coronarie le linee guida europee preferiscono, quando possibile, la TC coronarica o un esame di immagine da stress.
- Come si svolge e quanto dura
- Si applicano gli elettrodi e il bracciale; il carico aumenta a intervalli regolari fino alla stanchezza o all’obiettivo previsto, e ci si ferma prima se compaiono disturbi o alterazioni. Seguono alcuni minuti di recupero. In tutto, preparazione compresa, circa mezz’ora.
- Preparazione
- Abiti e scarpe comode, niente pasto abbondante nelle ore precedenti e niente fumo. Alcuni farmaci, come i beta-bloccanti, a volte si sospendono e a volte no: lo decide il medico, e le istruzioni arrivano con l’appuntamento.
- È invasivo o doloroso?
- Non è invasivo; si avverte la fatica dello sforzo. Il rischio di complicanze è basso, e per questo si esegue con il medico presente e un defibrillatore a portata di mano.
- Cosa non dice
- Può dare falsi allarmi e false rassicurazioni. Non si interpreta con alcune alterazioni dell’elettrocardiogramma di base, come il blocco di branca sinistra o il ritmo da pacemaker, né se non si riesce a fare uno sforzo sufficiente: in questi casi si sceglie un esame di immagine.
Ecografia e immagini del cuore
6 esami
Ecocardiogramma color DopplerCirca mezz’ora · ultrasuoni · nessuna radiazione
- Cos’è
- Un’ecografia del cuore. Gli ultrasuoni mostrano il cuore in movimento: dimensioni delle cavità, spessore delle pareti, forza di contrazione, valvole e pericardio. Il Doppler, con i colori, misura velocità e direzione del sangue.
- A cosa serve e quando si richiede
- Dice se il cuore funziona bene come pompa e se le valvole si aprono e si chiudono come devono. Si richiede, per esempio, per un soffio, un affanno o gambe gonfie, dopo un infarto, per seguire una valvulopatia o una cardiomiopatia, nell’ipertensione, con un elettrocardiogramma alterato o una familiarità per alcune malattie del cuore.
- Come si svolge e quanto dura
- Si sta sdraiati sul fianco sinistro, con il torace scoperto; la sonda, con un po’ di gel, si appoggia in diversi punti del torace. Dura in genere circa mezz’ora, a volte di più.
- Preparazione
- Nessuna: niente digiuno, farmaci come sempre. Conviene portare gli ecocardiogrammi precedenti per il confronto.
- È invasivo o doloroso?
- No. Si avverte solo la pressione della sonda, a volte un po’ più decisa per ottenere immagini nitide. Gli ultrasuoni non sono radiazioni.
- Cosa non dice
- La qualità delle immagini dipende dalla «finestra»: con obesità, enfisema o dopo interventi al torace può essere ridotta. Non mostra le coronarie e, a riposo, non sempre rivela un’ischemia; per alcune domande servono altri esami, come l’ecocardiogramma da stress o transesofageo, o la risonanza.
Tra le domande frequenti: Quando serve un ecocardiogramma?
Ecocolordoppler dei tronchi sovraorticiMeno di mezz’ora · ultrasuoni · indolore
- Cos’è
- Un’ecografia con Doppler delle arterie del collo che portano il sangue al cervello: le carotidi e, per il tratto visibile, le arterie vertebrali.
- A cosa serve e quando si richiede
- Mostra lo spessore della parete, le placche di aterosclerosi e gli eventuali restringimenti, le stenosi, misurandone l’entità. Si richiede dopo un’ischemia cerebrale, anche transitoria, per un soffio sul collo, per seguire nel tempo una stenosi nota o dopo un intervento sulle carotidi, e in alcuni casi per precisare il rischio cardiovascolare. Non è un esame da fare a tutti per controllo.
- Come si svolge e quanto dura
- Si sta sdraiati, con la testa girata un po’ dal lato opposto; la sonda con il gel scorre lungo i due lati del collo. Dura in genere meno di mezz’ora.
- Preparazione
- Nessuna. Conviene indossare abiti che lascino libero il collo, senza collane.
- È invasivo o doloroso?
- No: nessuna radiazione, solo una leggera pressione della sonda.
- Cosa non dice
- Le placche molto calcifiche fanno «ombra» e possono nascondere una parte del vaso, e il tratto delle arterie dentro il cranio non si vede. Prima di decidere un intervento, una stenosi importante viene spesso confermata con angio-TC o angio-RM.
Ecocardiogramma da stressCirca un’ora · eco durante sforzo o farmaco
- Cos’è
- Un ecocardiogramma eseguito prima, durante e dopo uno stress: uno sforzo su cyclette o tapis roulant, oppure un farmaco che fa lavorare il cuore come sotto sforzo, la dobutamina, o che dilata le coronarie, il dipiridamolo.
- Quando si richiede
- Quando si sospetta un restringimento delle coronarie e bisogna capire se riduce davvero il flusso di sangue al cuore, e in alcune malattie delle valvole in cui i disturbi non corrispondono a quanto si vede a riposo.
- A cosa serve
- Se una parete del cuore si contrae normalmente a riposo ma meno sotto stress, quella zona riceve poco sangue durante lo sforzo. Il risultato aiuta a scegliere tra terapia medica ed eventuali esami invasivi.
- Come si svolge
- Immagini a riposo, poi lo stress, con elettrocardiogramma e pressione sotto controllo, e nuove immagini a ogni fase. Con il farmaco si inserisce un ago in vena; a volte si usa un contrasto ecografico per vedere meglio le pareti. La durata varia, spesso intorno a un’ora.
- Rischi e controindicazioni
- Nessuna radiazione. Durante lo stress possono comparire palpitazioni, aritmie, variazioni di pressione, mal di testa o vampate; le complicanze serie sono rare. Il dipiridamolo si evita con asma o broncopneumopatia importanti e, prima, non vanno presi caffè, tè e cioccolato: tempi e farmaci da sospendere li indica il centro.
- Dopo l’esame
- Si resta in osservazione finché battito e pressione tornano ai valori di partenza; poi, di solito, si riprendono le attività abituali in giornata.
TC coronarica (coro-TC)Meno di un’ora · raggi X e mezzo di contrasto
- Cos’è
- Una TC del cuore che, con un mezzo di contrasto iodato iniettato in vena, ricostruisce le coronarie e mostra placche e restringimenti. Senza contrasto si può misurare solo il calcio nelle coronarie, il calcium score.
- Quando si richiede
- Le linee guida europee la indicano come primo esame in chi ha disturbi che fanno sospettare un restringimento delle coronarie, quando la probabilità clinica è bassa o intermedia. Il calcium score può aiutare a precisare il rischio in alcune persone senza disturbi.
- A cosa serve
- Una coro-TC normale rende molto improbabile una malattia importante delle coronarie; se mostra placche, orienta la terapia preventiva e indica se servono altri esami.
- Come si svolge
- Si sta sdraiati su un lettino che scorre dentro un anello aperto. A volte si dà un farmaco per rallentare il battito e uno spray sotto la lingua che dilata le coronarie; si trattiene il respiro per pochi secondi. In tutto, di solito meno di un’ora.
- Rischi e controindicazioni
- Usa radiazioni ionizzanti, con una dose che dipende dall’apparecchio e dal protocollo e varia da un centro all’altro. Il contrasto richiede una creatinina recente; vanno segnalate allergie al contrasto, malattie della tiroide, una possibile gravidanza e l’uso di metformina. Con un battito molto veloce o irregolare le immagini sono meno affidabili.
- Dopo l’esame
- Si torna subito alle attività abituali, e bere acqua aiuta a eliminare il contrasto. Un’eruzione cutanea o un malessere nelle ore successive vanno segnalati.
Risonanza magnetica cardiacaTra mezz’ora e un’ora · nessuna radiazione
- Cos’è
- Un esame che usa un campo magnetico e onde radio, senza radiazioni ionizzanti. Misura con precisione dimensioni e funzione del cuore e mostra il tessuto del muscolo: edema, cicatrici, infiltrazioni. Quasi sempre si usa un mezzo di contrasto a base di gadolinio.
- Quando si richiede
- Nelle cardiomiopatie e nelle miocarditi, dopo un infarto per valutare la cicatrice, nelle cardiopatie congenite, per masse del cuore o malattie del pericardio, e quando l’ecocardiogramma non basta. Con un farmaco di stress può cercare un’ischemia.
- A cosa serve
- Chiarisce la causa di un cuore che funziona male e aiuta a stimare il rischio di aritmie in alcune malattie, contribuendo a decisioni come l’impianto di un defibrillatore.
- Come si svolge
- Si entra sdraiati in un tunnel, con una bobina appoggiata sul torace e gli elettrodi dell’elettrocardiogramma. L’apparecchio è rumoroso e si usano cuffie o tappi; si trattiene il respiro molte volte, per pochi secondi. Dura in genere tra mezz’ora e un’ora.
- Rischi e controindicazioni
- Va segnalato ogni oggetto metallico o dispositivo impiantato: molti pacemaker e defibrillatori recenti sono compatibili, con un protocollo dedicato, mentre alcuni impianti, come certe clip cerebrali o schegge metalliche negli occhi, possono controindicarla. Il gadolinio richiede cautela con un’insufficienza renale grave e si evita in gravidanza. La claustrofobia va detta prima: a volte basta una lieve sedazione.
- Dopo l’esame
- Si torna subito alle attività abituali. Dopo una sedazione non si guida per il resto della giornata.
Scintigrafia miocardicaMedicina nucleare · tracciante debolmente radioattivo
- Cos’è
- Un esame di medicina nucleare: un tracciante debolmente radioattivo, iniettato in vena, si distribuisce nel muscolo del cuore in proporzione al flusso di sangue, e una gamma-camera ne registra le immagini a riposo e dopo uno stress.
- Quando si richiede
- Quando si sospetta un’ischemia e bisogna capire se e quanto un restringimento delle coronarie riduce il flusso, oppure quando l’ecocardiogramma da stress non si può fare o non dà una risposta chiara.
- A cosa serve
- Mostra le zone del cuore che ricevono meno sangue sotto sforzo e quelle con cicatrici, con la loro estensione: informazioni che aiutano a scegliere tra terapia medica e coronarografia.
- Come si svolge
- Lo stress è uno sforzo su cyclette o tapis roulant oppure un farmaco. Dopo ogni iniezione si attende un po’ e poi si resta sdraiati sotto la gamma-camera, con le braccia sopra la testa. Le fasi di stress e di riposo si svolgono nello stesso giorno o in due giornate, secondo il protocollo del centro.
- Rischi e controindicazioni
- Usa radiazioni ionizzanti, con una dose che varia con il tracciante e il protocollo. Si evita in gravidanza e, durante l’allattamento, il centro dà indicazioni specifiche. Con il farmaco di stress, prima, non vanno presi caffè, tè e cioccolato, e con un’asma importante alcuni farmaci non si usano.
- Dopo l’esame
- Si riprendono le attività abituali, e bere molto aiuta a eliminare il tracciante. Alcuni centri consigliano di evitare, per il resto della giornata, il contatto stretto e prolungato con donne in gravidanza e bambini piccoli.
Esami invasivi
2 esami
CoronarografiaEsame invasivo · anestesia locale
- Cos’è
- Un esame invasivo: un catetere sottile, introdotto in un’arteria del polso o dell’inguine, arriva all’origine delle coronarie. Con il mezzo di contrasto iodato e i raggi X si vedono le coronarie e i loro restringimenti.
- Quando si richiede
- In urgenza nell’infarto; in modo programmato quando gli esami non invasivi indicano un rischio alto, quando l’angina non si controlla con la terapia, prima di alcuni interventi sulle valvole o per chiarire la causa di uno scompenso.
- A cosa serve
- Mostra con precisione sede e gravità dei restringimenti e permette di decidere se trattarli. Spesso, nella stessa seduta, il restringimento si dilata con un palloncino e si impianta uno stent: è l’angioplastica.
- Come si svolge
- Si è svegli, con un’anestesia locale nel punto di accesso; al passaggio del contrasto si può sentire calore. Servono alcune ore di digiuno ed esami del sangue recenti, e anticoagulanti e altri farmaci si gestiscono come indica il centro. Dura da mezz’ora a più di un’ora, se segue l’angioplastica.
- Rischi e controindicazioni
- Le complicanze più frequenti sono un ematoma o un sanguinamento nel punto di accesso, meno frequenti dal polso. Il contrasto può dare reazioni allergiche e peggiorare la funzione dei reni, soprattutto se già ridotta. Complicanze serie, come aritmie, infarto o ictus, sono rare.
- Dopo l’esame
- Dal polso si tiene un bracciale compressivo per alcune ore; dall’inguine si resta a letto con la gamba distesa. Vanno segnalati gonfiore, dolore, sanguinamento o una mano fredda. Dopo uno stent, la terapia antiaggregante non va mai sospesa senza il parere del cardiologo.
Studio elettrofisiologicoEsame invasivo · cateteri nel cuore
- Cos’è
- Un esame invasivo eseguito dagli elettrofisiologi: alcuni cateteri, introdotti di solito da una vena dell’inguine, raggiungono le cavità destre del cuore, ne registrano l’attività elettrica dall’interno e la stimolano con piccoli impulsi.
- Quando si propone
- Per tachicardie che iniziano e finiscono all’improvviso, nella sindrome di Wolff-Parkinson-White, per alcuni svenimenti di sospetta origine aritmica in chi ha una cardiopatia e per alcuni disturbi della conduzione.
- A cosa serve
- Individua il meccanismo e la sede di un’aritmia, valuta il sistema di conduzione e in alcuni casi il rischio di aritmie pericolose. Spesso, nella stessa seduta, si esegue l’ablazione, che elimina il punto responsabile dell’aritmia.
- Come si svolge
- In anestesia locale, a volte con una sedazione; durante la stimolazione si possono sentire palpitazioni, ed è previsto. Serve il digiuno, e la gestione degli anticoagulanti la indica il centro. Dura da meno di un’ora a qualche ora, se segue l’ablazione.
- Rischi e controindicazioni
- Le complicanze più comuni riguardano il punto di accesso: un ematoma o, più raramente, una trombosi della vena. Sono rare una perforazione del cuore con versamento e, in alcune ablazioni, un danno della conduzione che richiede un pacemaker. Si usano i raggi X, spesso in quantità ridotta grazie ai sistemi di mappaggio.
- Dopo l’esame
- Si resta qualche ora a letto con la gamba distesa, e spesso si torna a casa in giornata o il giorno dopo. Per qualche giorno si evitano sforzi intensi, secondo le indicazioni del centro.
Dispositivi impiantabili
3 dispositivi
Loop recorder impiantabileSotto la pelle · registra il ritmo per anni
- Cos’è
- Un piccolo registratore inserito sotto la pelle del torace, a sinistra dello sterno, che sorveglia il ritmo del cuore in continuo per un periodo che può arrivare ad alcuni anni.
- Quando si propone
- Per svenimenti ripetuti o gravi rimasti senza spiegazione dopo la valutazione iniziale, per palpitazioni rare mai documentate da un elettrocardiogramma, per cercare una fibrillazione atriale dopo un ictus di cui non si è trovata la causa.
- A cosa serve
- Registra da solo le aritmie e, con un piccolo attivatore o un’app, gli episodi segnalati dal paziente: permette di collegare un disturbo al ritmo del cuore in quel momento.
- Come si svolge
- È una procedura ambulatoriale in anestesia locale: una piccola incisione o un apposito iniettore, pochi minuti, qualche punto o della colla chirurgica.
- Rischi e controindicazioni
- Rischi bassi: un piccolo ematoma, dolore locale, raramente un’infezione o la fuoriuscita del dispositivo. Va segnalato prima di ogni risonanza: la maggior parte dei modelli è compatibile, con alcune precauzioni.
- Dopo l’impianto
- La ferita va tenuta pulita e asciutta per qualche giorno. Un monitor domiciliare o un’app trasmettono i dati al centro, che contatta il paziente se registra qualcosa di rilevante. Quando non serve più, o a fine batteria, si rimuove con una procedura simile.
PacemakerDispositivo impiantabile · controlli periodici
- Cos’è
- Un piccolo generatore impiantato sotto la pelle, di solito sotto la clavicola sinistra, collegato a uno o più elettrocateteri che raggiungono le cavità destre del cuore attraverso una vena. Quando il battito è troppo lento, invia l’impulso che lo fa contrarre. Esistono anche pacemaker senza fili, impiantati direttamente nel cuore.
- Quando si propone
- Nelle bradicardie che danno disturbi, come stanchezza, capogiri o svenimenti, e nei blocchi più avanzati della conduzione tra atri e ventricoli, anche senza disturbi. Un pacemaker particolare, per la resincronizzazione, si usa in alcune forme di scompenso.
- A cosa serve
- Impedisce che il cuore batta troppo lentamente o si fermi, ed elimina i disturbi dovuti alla bradicardia.
- Come si svolge
- In anestesia locale, con un’incisione sotto la clavicola; gli elettrocateteri si posizionano sotto controllo radiologico. Dura in genere circa un’ora, con un ricovero breve.
- Rischi e controindicazioni
- Un ematoma della tasca, più frequente con gli anticoagulanti; un’infezione, rara ma seria; uno pneumotorace; lo spostamento di un elettrocatetere nelle prime settimane, che richiede un nuovo intervento.
- Nella vita di tutti i giorni
- Per qualche settimana si limitano i movimenti ampi del braccio dal lato dell’impianto. Seguono controlli periodici, spesso anche a distanza. Il telefono va tenuto lontano dal dispositivo, non nel taschino; ai metal detector si mostra il tesserino. Si torna a guidare dopo un breve periodo indicato dal cardiologo; per le patenti professionali le regole sono più severe. La batteria dura anni e si sostituisce con un piccolo intervento.
Defibrillatore impiantabile (ICD)Dispositivo impiantabile · protegge dalle aritmie gravi
- Cos’è
- Un dispositivo simile al pacemaker, un po’ più grande, che riconosce le aritmie ventricolari pericolose e le interrompe con una stimolazione rapida, che di solito non si avverte, o con uno shock. Esiste anche un modello sottocutaneo, con il catetere sotto la pelle e non dentro il cuore.
- Quando si propone
- Dopo un arresto cardiaco o un’aritmia ventricolare grave non dovuti a cause reversibili, e in chi ha un rischio alto di averli: per esempio con una funzione del cuore molto ridotta nonostante mesi di terapia adeguata, o con alcune cardiomiopatie e malattie ereditarie. Si decide con l’elettrofisiologo, considerando anche le preferenze della persona.
- A cosa serve
- Previene la morte improvvisa da aritmia. Non cura la malattia di base, che continua a richiedere la sua terapia.
- Come si svolge
- Come per il pacemaker, in anestesia locale e a volte con una sedazione; il modello sottocutaneo si impianta sul fianco sinistro del torace.
- Rischi e controindicazioni
- Gli stessi del pacemaker, più la possibilità di shock non necessari, oggi meno frequenti grazie alla programmazione. Convivere con il dispositivo può dare ansia, ed è giusto parlarne con il cardiologo.
- Nella vita di tutti i giorni
- Controlli periodici e a distanza; per telefono e metal detector valgono le regole del pacemaker. Le regole per la guida sono più severe e dipendono dal motivo dell’impianto e da eventuali shock: le indica il cardiologo. Dopo uno shock, se ci si sente bene, si avvisa il centro; se gli shock si ripetono o ci si sente male, si chiama il 112.
Le schede descrivono gli esami in generale: tempi, preparazione e modalità cambiano da un centro all’altro, e valgono sempre le indicazioni di chi richiede l’esame e del centro che lo esegue. Hanno valore informativo e non sostituiscono la visita. Gli schemi sono semplificati e non in scala.
Altre risposte su visite ed esami sono tra le domande frequenti. In caso di sintomi acuti si chiama subito il 112.