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Pietro Concari

Articoli · Colesterolo

Riso rosso fermentato o statina?

Contiene la stessa molecola di una statina, ma non è la stessa cosa: perché le linee guida europee hanno detto no al riso rosso fermentato.

Una ciotola bianca di riso rosso fermentato su una tovaglia di lino azzurro chiaro.
Immagine illustrativa generata con l’intelligenza artificiale, a solo scopo esplicativo.

«Dottore, non c’è qualcosa di naturale? Una mia amica prende il riso rosso fermentato e il colesterolo le è sceso.» È una delle frasi che sento più spesso quando propongo una statina. La domanda è legittima, e la risposta è meno ovvia di quanto sembri: il riso rosso fermentato, a modo suo, è già una statina.

Che cos’è

Si ottiene facendo fermentare il riso con un fungo microscopico, il Monascus purpureus, che gli dà il colore rosso. Durante la fermentazione si formano sostanze chiamate monacoline, e la principale, la monacolina K, è chimicamente identica alla lovastatina, una delle prime statine arrivate in farmacia. Funziona quindi allo stesso modo: frena la produzione di colesterolo nel fegato.

La differenza non sta nel meccanismo, ma nei controlli. Un farmaco contiene esattamente la dose dichiarata ed è prodotto secondo regole rigide. Un integratore no: in un’analisi americana di dodici prodotti, il contenuto di monacolina K per capsula variava di cento volte, e un prodotto su tre conteneva citrinina, una tossina che negli animali danneggia i reni.

Perché le linee guida dicono no

Nell’aggiornamento del 2025 le linee guida europee sul colesterolo (ESC/EAS) sono state esplicite: gli integratori e le vitamine senza una sicurezza documentata e senza un effetto significativo sul colesterolo LDL non sono raccomandati per ridurre il rischio cardiovascolare. Sul riso rosso riconoscono che può abbassare il colesterolo, ma osservano che manca una prova convincente di beneficio clinico, cioè di meno infarti e meno ictus.

Sulla sicurezza la direzione è la stessa. Dal 2022 l’Unione europea consente negli integratori meno di 3 mg di monacoline al giorno, con avvertenze obbligatorie in etichetta: non in gravidanza e allattamento, non sotto i 18 anni e sopra i 70, mai insieme ai farmaci per il colesterolo. Dal 2024 sulle confezioni non si può nemmeno più scrivere che la monacolina K aiuta a mantenere normale il colesterolo: l’indicazione era stata autorizzata per 10 mg al giorno, una dose ormai vietata. Nel 2025 l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha ribadito che non si riesce a stabilire una dose senza rischi, e nel maggio 2026 i rappresentanti dei Paesi dell’Unione hanno approvato la proposta della Commissione di vietare del tutto le monacoline negli integratori. Il divieto diventerà applicabile dopo l’adozione definitiva e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Anche l’efficacia va ridimensionata. Nello studio americano SPORT una statina a basso dosaggio ha ridotto il colesterolo LDL di oltre un terzo in quattro settimane rispetto al placebo; il riso rosso, come gli altri cinque integratori molto venduti messi a confronto, non ha fatto meglio del placebo.

E gli integratori per il colesterolo che non contengono monacolina, come i fitosteroli, la berberina o il bergamotto? Ne parlo in un articolo a parte: Integratori senza riso rosso: funzionano?

Perché la statina è un’altra cosa

Le statine sono tra i farmaci più studiati in assoluto: decine di studi controllati, centinaia di migliaia di persone seguite per anni. Sappiamo quanto abbassano il colesterolo e, soprattutto, quanto riducono gli eventi: in media, ogni riduzione dell’LDL di circa 39 mg/dl abbassa di poco più di un quinto il rischio di infarto, ictus ischemico e interventi sulle coronarie. Conosciamo bene anche gli effetti collaterali, poco frequenti e quasi sempre lievi.

Per il riso rosso, a parte uno studio cinese condotto con un estratto specifico e standardizzato, prove di questo tipo non ci sono. Prenderlo vuol dire assumere una statina con meno garanzie sulla dose e sulla purezza, e senza la dimostrazione che serva a ciò che conta.

E se la statina dà dolori muscolari?

Sono il motivo più comune per cui si smette una statina, o non la si comincia. Esistono, ma sono molto meno frequenti di quanto si pensi, spesso non dipendono dal farmaco e, quando ne dipendono, una soluzione si trova quasi sempre: un’altra statina, una dose diversa, un secondo farmaco in aggiunta o un’alternativa senza statina. Ne parlo in un articolo a parte: Dolori muscolari con la statina: cosa fare.

Passare al riso rosso fermentato, invece, non risolve: contiene la stessa molecola, quindi può dare gli stessi dolori, con meno controllo sulla dose.

Domande frequenti

Lo prendo già: devo smettere?

Interromperlo non comporta rischi immediati, ma il colesterolo torna ai valori di prima. Conviene parlarne con il medico, partendo dal proprio rischio cardiovascolare e dal valore di LDL da raggiungere: se serve una terapia, oggi ci sono farmaci studiati e controllati; se il rischio è basso, possono bastare alimentazione e movimento, con un nuovo controllo del colesterolo.

Si può prendere insieme alla statina?

No. Le etichette lo escludono espressamente: si sommerebbero due statine, con più rischio di effetti collaterali e nessun vantaggio dimostrato.

Chi non dovrebbe prenderlo?

Oltre ai casi indicati in etichetta, cioè gravidanza e allattamento, meno di 18 o più di 70 anni e chi prende farmaci per il colesterolo, chi ha già avuto disturbi muscolari o del fegato con una statina e chi assume farmaci che interferiscono con le statine, come alcuni antibiotici e antimicotici. Nel dubbio, meglio chiedere al medico o al farmacista.

Cosa cambierà con il divieto europeo?

Quando il divieto sarà definitivo, le monacoline non potranno più essere usate negli integratori. Chi oggi prende il riso rosso fermentato ha un motivo in più per parlarne con il medico e scegliere una strada che possa durare nel tempo.

In sintesi

Se vi è stata proposta una statina e avete dei dubbi, parlatene con chi l’ha prescritta: è il modo più semplice per trovare una soluzione che funzioni e che sia stata studiata. Il riso rosso fermentato non lo è.

Fonti

  1. Mach F e altri. 2025 Focused Update of the 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias. Eur Heart J 2025;46:4359. academic.oup.com/eurheartj/article/46/42/4359/8234482
  2. Gordon RY e altri. Marked variability of monacolin levels in commercial red yeast rice products: buyer beware! Arch Intern Med 2010;170:1722-1727. doi.org/10.1001/archinternmed.2010.382
  3. Regolamento (UE) 2022/860 della Commissione sulle monacoline da riso rosso fermentato. eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R0860
  4. Regolamento (UE) 2024/2041 della Commissione sull’indicazione sulla salute riguardante la monacolina K da riso rosso fermentato. eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R2041
  5. EFSA. Scientific opinion on the safety of monacolins in red yeast rice. EFSA Journal 2018;16:e05368. doi.org/10.2903/j.efsa.2018.5368
  6. EFSA. Scientific opinion on additional scientific data related to the safety of monacolins from red yeast rice. EFSA Journal 2025;23:e9276. doi.org/10.2903/j.efsa.2025.9276
  7. Governo norvegese, banca dati SEE: divieto delle monacoline da riso rosso fermentato, approvato dal comitato permanente UE (PAFF) il 13 maggio 2026. www.regjeringen.no/…
  8. Laffin LJ e altri. Comparative effects of low-dose rosuvastatin, placebo, and dietary supplements on lipids and inflammatory biomarkers (studio SPORT). J Am Coll Cardiol 2023;81:1-12. doi.org/10.1016/j.jacc.2022.10.013
  9. Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration. Efficacy and safety of more intensive lowering of LDL cholesterol. Lancet 2010;376:1670-1681. doi.org/10.1016/S0140-6736(10)61350-5
  10. Lu Z e altri. Effect of Xuezhikang, an extract from red yeast Chinese rice, on coronary events in a Chinese population with previous myocardial infarction. Am J Cardiol 2008;101:1689-1693. doi.org/10.1016/j.amjcard.2008.02.056

Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.

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