Articoli · Pressione
Pressione alta: farmaci per tutta la vita?
«Ma dottore, io l’ho sempre avuta giusta.» Perché la pressione sale con gli anni, perché i farmaci sono la soluzione e non il problema, se vanno presi per sempre e se si può fare una vita normale.
di Pietro Concari, cardiologo8 minuti di lettura

«Ma dottore, io la pressione l’ho sempre avuta giusta.» È la frase che sento più spesso quando una misurazione dopo l’altra conferma che è salita, di solito seguita da un’altra: «E adesso devo prendere le pastiglie per tutta la vita?» Proviamo a rispondere con ordine.
Quando e perché la pressione sale
La pressione non è un numero fisso. Sale durante uno sforzo, con un’emozione, con il dolore o il freddo, dopo un caffè o una sigaretta, e scende durante il sonno: per questo le linee guida chiedono di misurarla dopo qualche minuto di riposo e lontano da caffè, fumo e attività fisica. Questi rialzi sono normali e passano. L’ipertensione è un’altra cosa: valori alti che restano tali, misurazione dopo misurazione.
Con gli anni, poi, la pressione tende a salire anche in chi l’ha sempre avuta giusta: le grandi arterie diventano più rigide e la massima cresce lentamente ma con costanza, dai 30 agli 80 anni. Nello studio di Framingham, tra le persone che a 55 o a 65 anni avevano ancora la pressione normale, nove su dieci erano destinate a diventare ipertese nel resto della vita. Contribuiscono il peso, il sale, l’alcol, la sedentarietà e la familiarità, e a volte alcuni farmaci: gli antinfiammatori, per esempio, alzano in media la pressione di circa 5 mmHg e riducono l’effetto della terapia. Gli energy drink la alzano di circa 5 mmHg nelle due ore successive anche in persone sane, e gli stimolanti come la cocaina possono farla salire di colpo e di molto, con il rischio di infarto e ictus anche nei giovani.
Succede anche ai campioni. Joe Montana, quattro volte vincitore del Super Bowl e tra i più grandi quarterback della storia del football americano, scoprì di avere la pressione molto alta a 46 anni, durante un normale controllo medico. «Non avevo nessun sintomo», raccontò. «È la parte che fa paura di questa malattia: ti arriva addosso senza che te ne accorga.» Eppure la pressione alta in famiglia c’era: ne soffriva sua madre. Per tenerla sotto controllo gli sono serviti due farmaci, insieme a porzioni più piccole, meno cibo spazzatura e il ritorno all’allenamento regolare.
Quella di Montana non è un’eccezione. La maggior parte delle persone con la pressione alta non ha disturbi, e il mal di testa che molti si aspettano compare semmai con valori molto alti: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo quasi la metà delle persone ipertese non sa di esserlo. Per questo «l’ho sempre avuta giusta» spesso vuol dire «era giusta l’ultima volta che l’ho misurata», magari anni prima. L’unico modo per saperlo è misurarla, anche quando ci si sente bene.
Solo in una minoranza, circa il 5-10% delle persone ipertese, c’è una causa precisa, come le apnee notturne o un problema ormonale o dei reni, che a volte si può correggere. Le linee guida europee la fanno cercare in chi ha meno di 40 anni, in chi ha segni o sintomi sospetti e in chi resta con la pressione alta nonostante la terapia.
Farmaci per la pressione: la soluzione, non il problema
Molti temono i farmaci per la pressione più della pressione alta, proprio perché questa non si sente. Eppure sono tra i farmaci più studiati che abbiamo. Ne esistono diverse famiglie, che agiscono in modi diversi ma, a parità di calo della pressione, proteggono cuore e cervello in modo simile.
In un’analisi di 354 studi in doppio cieco, con 40.000 persone trattate e 16.000 con il placebo, le cinque famiglie principali abbassavano la pressione più o meno allo stesso modo, in media di 9/5,5 mmHg alla dose standard. A metà dose l’effetto si riduceva solo di un quinto, gli effetti di farmaci diversi si sommavano e i disturbi, per lo più legati alla dose, in combinazione erano meno della somma; una delle cinque famiglie non ne dava più del placebo. Per questo oggi le linee guida europee consigliano, per la maggior parte delle persone, di cominciare con due farmaci a basso dosaggio, possibilmente in un’unica compressa.
Ben tollerati non vuol dire privi di effetti collaterali: alcuni possono far gonfiare le caviglie, altri dare una tosse secca e insistente, e quasi sempre basta ridurre la dose o cambiare farmaco. Se compare un disturbo, anche uno di cui ci si imbarazza a parlare, conviene dirlo al medico invece di smettere in silenzio: le alternative non mancano.
Il beneficio è concreto e riguarda soprattutto infarti e ictus. In un’analisi di 147 studi con 464.000 persone, abbassare la massima di 10 mmHg riduceva di circa un quinto gli infarti e gli altri eventi coronarici e di circa due quinti gli ictus, sia in chi aveva già avuto un problema cardiovascolare sia in chi no, e qualunque fosse la pressione di partenza. Un’analisi più recente, di 48 studi con quasi 345.000 persone, lo conferma: anche solo 5 mmHg di massima in meno riducevano di circa il 10% infarti, ictus e scompenso.
Il vero problema, semmai, è che la pressione alta si cura ancora poco: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ha la pressione sotto controllo meno di una persona ipertesa su quattro.
Dovrò prenderli per tutta la vita?
Spesso sì, ed è meglio saperlo dall’inizio. I farmaci tengono la pressione sotto controllo ma non ne eliminano le cause, come l’irrigidimento delle arterie, e quando si sospendono di solito risale. In una revisione degli studi in cui la terapia è stata interrotta, a un anno aveva ancora valori normali circa il 40% delle persone, ma dopo due anni o più solo una su quattro. Andava meglio a chi prendeva un solo farmaco, aveva valori più bassi e pesava meno.
Le abitudini, però, fanno la differenza. In uno studio americano su quasi mille persone tra i 60 e gli 80 anni, che prendevano un solo farmaco e avevano la pressione ben controllata, dopo tre mesi si è provato a sospendere il farmaco a tutti: due anni e mezzo dopo era ancora senza terapia circa il 40% di chi aveva perso peso o ridotto il sale, e chi aveva fatto entrambe le cose aveva circa la metà delle probabilità di veder risalire la pressione o di dover ricominciare rispetto a chi non aveva cambiato niente.
Una riduzione o una sospensione si può quindi tentare, soprattutto dopo un importante calo di peso o un vero cambio di abitudini e con una pressione ben controllata da un solo farmaco, ma va decisa con il medico e seguita misurando la pressione nel tempo. Smettere da soli, invece, è una delle cause più frequenti di pressione non controllata: in uno studio su quasi 4.800 pazienti, circa la metà aveva interrotto il farmaco entro un anno.
Prenderli a lungo non significa diventarne dipendenti: se la pressione risale quando si smette, non è perché l’organismo si è abituato al farmaco, ma perché le cause sono ancora lì. Alcuni, poi, non vanno interrotti di colpo, ed è un motivo in più per non fare da soli.
D’estate la pressione tende a essere più bassa che d’inverno, e con il caldo a volte scende troppo. Se compaiono capogiri alzandosi in piedi o a casa la massima scende sotto 110, la terapia si può ridurre, sentito il medico, e in autunno va ricontrollata. Lo stesso vale dopo aver perso molti chili o durante un’influenza intestinale.
Posso fare una vita normale?
Sì, ed è proprio lo scopo della cura. Con la pressione controllata si lavora, si viaggia e si fa sport come prima, e l’attività fisica anzi aiuta a tenerla bassa. Spesso basta una compressa al giorno, qualche misurazione a casa e un controllo periodico: le linee guida europee suggeriscono visite ogni uno-tre mesi finché la pressione non è controllata, poi almeno una volta l’anno. Chi fa sport agonistico deve sapere che alcune famiglie di farmaci per la pressione sono nella lista antidoping, alcune sempre e altre solo in certi sport, come il tiro con l’arco, il tiro a segno o il golf: il medico sceglie quelle consentite o chiede un’esenzione a fini terapeutici.
Qualche attenzione resta utile: non prendere antinfiammatori di propria iniziativa per lunghi periodi, dire sempre a chi prescrive un nuovo farmaco che si è in cura per la pressione, e continuare con le abitudini che la abbassano, di cui parlo in Come abbassare la pressione senza farmaci. Per lo sport c’è una domanda dedicata.
In sintesi
Che la pressione salga con gli anni è la regola, non l’eccezione, anche per chi l’ha sempre avuta giusta, e di solito succede senza disturbi. I farmaci servono soprattutto a evitare infarti e ictus, sono in genere ben tollerati e spesso vanno presi a lungo, anche se dopo un calo di peso o un vero cambio di abitudini a volte si possono ridurre o togliere. Con la pressione sotto controllo, la vita resta quella di prima. Se qualcosa non va, la soluzione si cerca con il medico, non smettendo.
Fonti
- Franklin SS e altri. Hemodynamic patterns of age-related changes in blood pressure. The Framingham Heart Study. Circulation 1997;96:308-315. doi.org/10.1161/01.cir.96.1.308
- Vasan RS e altri. Residual lifetime risk for developing hypertension in middle-aged women and men: the Framingham Heart Study. JAMA 2002;287:1003-1010. doi.org/10.1001/jama.287.8.1003
- Johnson AG e altri. Do nonsteroidal anti-inflammatory drugs affect blood pressure? A meta-analysis. Ann Intern Med 1994;121:289-300. doi.org/10.7326/0003-4819-121-4-199408150-00011
- Gualberto PIB e altri. Acute effects of energy drink consumption on cardiovascular parameters in healthy adults: a systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Nutr Rev 2024;82:1028-1045. doi.org/10.1093/nutrit/nuad112
- Schwartz BG e altri. Cardiovascular effects of cocaine. Circulation 2010;122:2558-2569. doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.110.940569
- Billingsley J. For Joe Montana, managing high blood pressure is a family affair. HealthDay News, 28 ottobre 2005. www.healthday.com/health-news/cardiovascular-diseases/for-joe-montana-managing-high-blood-pressure-is-a-family-affair-528780.html
- Organizzazione mondiale della sanità. Hypertension, scheda informativa, 25 settembre 2025. www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/hypertension
- Rimoldi SF e altri. Secondary arterial hypertension: when, who, and how to screen? Eur Heart J 2014;35:1245-1254. doi.org/10.1093/eurheartj/eht534
- McEvoy JW e altri. 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. Eur Heart J 2024;45:3912-4018. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae178
- Law MR e altri. Value of low dose combination treatment with blood pressure lowering drugs: analysis of 354 randomised trials. BMJ 2003;326:1427. doi.org/10.1136/bmj.326.7404.1427
- Law MR e altri. Use of blood pressure lowering drugs in the prevention of cardiovascular disease: meta-analysis of 147 randomised trials. BMJ 2009;338:b1665. doi.org/10.1136/bmj.b1665
- Blood Pressure Lowering Treatment Trialists’ Collaboration. Pharmacological blood pressure lowering for primary and secondary prevention of cardiovascular disease across different levels of blood pressure. Lancet 2021;397:1625-1636. doi.org/10.1016/S0140-6736(21)00590-0
- van der Wardt V e altri. Withdrawal of antihypertensive medication: a systematic review. J Hypertens 2017;35:1742-1749. doi.org/10.1097/HJH.0000000000001405
- Whelton PK e altri. Sodium reduction and weight loss in the treatment of hypertension in older persons: a randomized controlled trial of nonpharmacologic interventions in the elderly (TONE). JAMA 1998;279:839-846. doi.org/10.1001/jama.279.11.839
- Wake Forest University Baptist Medical Center. Study shows weight loss, dietary changes achievable for many older people. Comunicato sui risultati dello studio TONE, marzo 1998. newswise.com/articles/study-shows-weight-loss-dietary-changes-achievable-for-many-older-people
- Vrijens B e altri. Adherence to prescribed antihypertensive drug treatments: longitudinal study of electronically compiled dosing histories. BMJ 2008;336:1114-1117. doi.org/10.1136/bmj.39553.670231.25
- Stergiou GS e altri. Seasonal variation in blood pressure: evidence, consensus and recommendations for clinical practice. Consensus statement by the European Society of Hypertension Working Group on Blood Pressure Monitoring and Cardiovascular Variability. J Hypertens 2020;38:1235-1243. doi.org/10.1097/HJH.0000000000002341
- Agenzia mondiale antidoping (WADA). Lista delle sostanze e dei metodi proibiti 2026, sezioni S5 e P1. www.wada-ama.org/en/prohibited-list
Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce il parere del proprio medico. Una terapia non va sospesa né modificata senza averne parlato con chi la prescrive.