Di cosa mi occupo · Peso e cuore
Obesità
L’obesità è una malattia cronica che agisce direttamente sul cuore e sulle arterie. Si può trattare, non solo misurare: con l’alimentazione, il movimento e, quando sono indicati, i farmaci.
di Pietro Concari, cardiologoAggiornata il
Perché se ne occupa il cardiologo
L’obesità non è una questione di forza di volontà: è una malattia cronica che agisce direttamente sul cuore e sulle arterie. L’eccesso di grasso, soprattutto addominale, favorisce ipertensione, diabete, alterazioni del colesterolo e uno stato di infiammazione cronica, e aumenta il rischio di fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica e scompenso cardiaco, in particolare della forma a frazione di eiezione preservata, che si manifesta spesso con affanno sotto sforzo. Si associa inoltre alle apnee notturne, che pesano a loro volta su pressione e ritmo cardiaco.
Secondo la Società europea di cardiologia, circa due terzi dell’eccesso di mortalità legato all’obesità sono dovuti alle malattie cardiovascolari. Per questo ridurre il peso fa parte della cura cardiologica, al pari del controllo della pressione o del colesterolo.
Il BMI non basta
L’indice di massa corporea, o BMI, è il peso diviso per il quadrato dell’altezza: si parla di sovrappeso da 25 kg/m² e di obesità da 30 kg/m². Si calcola in un attimo, anche con il calcolatore del BMI, ma non distingue il grasso dai muscoli e non dice dove il grasso si accumula.
Per il cuore conta soprattutto il grasso viscerale, quello che si deposita nell’addome e intorno agli organi. Una stima semplice è la circonferenza della vita: nella popolazione europea il rischio aumenta oltre 94 cm nell’uomo e 80 cm nella donna, e in modo marcato oltre 102 e 88 cm. Un girovita ampio insieme a pressione alta, trigliceridi alti o glicemia al limite indica un rischio su cui vale la pena intervenire, anche con un BMI poco aumentato.
Obesità preclinica e obesità clinica
Nel 2025 una commissione internazionale, con un documento pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, ha proposto di distinguere due situazioni. Si parla di obesità quando l’eccesso di grasso è confermato, oltre che dal BMI, da almeno un’altra misura, come la circonferenza della vita, oppure dalla misura diretta del grasso; con un BMI oltre 40 lo si dà per acquisito.
L’obesità è clinica quando il grasso in eccesso altera già il funzionamento di organi e tessuti, o limita in modo importante le attività di tutti i giorni. È preclinica quando la funzione è ancora conservata, ma il rischio di ammalarsi è più alto. La distinzione aiuta a decidere quanto intervenire e con quale urgenza.
Quanto peso perdere
Non serve puntare subito al peso «ideale». Anche un calo moderato, mantenuto nel tempo, migliora pressione, glicemia, trigliceridi e apnee notturne, e cali maggiori portano benefici maggiori. Con un sovrappeso lieve, già evitare di aumentare ancora è un obiettivo utile. E restare attivi conta comunque: una buona forma fisica riduce il rischio cardiovascolare anche quando il peso cambia poco.
Per alcune malattie l’obiettivo è più preciso. Con la fibrillazione atriale le linee guida europee del 2024 indicano un calo di almeno il 10% del peso, che riduce i sintomi e gli episodi di aritmia. Nel diabete di tipo 2 un calo del 15% o più può cambiare il decorso della malattia.
Alimentazione e movimento
Non esiste una dieta migliore in assoluto: a parità di calorie, schemi diversi danno risultati simili, e quello giusto è quello che si riesce a mantenere. Per il cuore il modello con più prove è quello mediterraneo. Funzionano più pochi cambiamenti concreti e stabili che le regole rigide; le diete drastiche fanno scendere in fretta la bilancia, ma senza abitudini sostenibili il peso tende a tornare. Chi prende farmaci per il diabete o per la pressione, se riduce molto ciò che mangia, può aver bisogno di adeguare la terapia con il medico.
Il movimento, da solo, fa perdere poco peso, ma è decisivo per non riprenderlo e per proteggere i muscoli. Per chi ha obesità le linee guida europee indicano almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, distribuiti su più giorni, insieme a esercizi di forza due o tre volte a settimana, ancora più importanti durante una terapia farmacologica per l’obesità. Prima di allenamenti intensi è opportuna una valutazione, soprattutto con diabete, pressione alta o altri fattori di rischio: se ne parla nella pagina sulla cardiologia dello sport.
I prodotti dimagranti «naturali», brucia-grassi o drenanti non hanno prove di efficacia; alcuni contengono stimolanti o farmaci non dichiarati, pericolosi per il cuore.
I farmaci per l’obesità
Oggi esistono farmaci che, insieme ad alimentazione e attività fisica, permettono cali di peso importanti. Quelli di nuova generazione sono stati valutati in grandi studi clinici, anche per la sicurezza cardiovascolare: in persone con sovrappeso o obesità e una malattia cardiovascolare già nota alcuni hanno ridotto il rischio di eventi cardiovascolari, e nello scompenso a frazione di eiezione preservata legato all’obesità hanno migliorato sintomi e capacità di sforzo.
Non sono trattamenti estetici. L’indicazione dipende dal BMI e dalle condizioni legate al peso, come pressione alta, prediabete o diabete, alterazioni dei lipidi, apnee notturne o malattie del cuore, e si pone dopo una valutazione medica che considera anche controindicazioni e terapie in corso. La cura va seguita nel tempo, per gestire gli effetti collaterali e preservare la massa muscolare.
Come i farmaci per la pressione o per il colesterolo, anche questi agiscono finché si assumono: se si sospendono, il peso spesso torna a salire, almeno in parte. Per questo il percorso si imposta fin dall’inizio come una strategia di lungo periodo, e riduzioni o sospensioni si programmano con il medico.
Gli effetti indesiderati più comuni sono nausea, vomito, diarrea e stitichezza, soprattutto nelle settimane in cui si aumenta la dose; di solito si attenuano con pasti piccoli e aumenti graduali. Vanno segnalati subito un dolore addominale intenso che non passa e un vomito o una diarrea che durano più di un giorno.
Questi farmaci non si usano in gravidanza né in allattamento, e prima di interventi o endoscopie vanno sempre segnalati ad anestesista e chirurgo. Alcuni riducono l’efficacia della pillola anticoncezionale nelle prime settimane e dopo ogni aumento di dose: è un aspetto da chiarire con il medico. In Italia, per l’obesità, sono a carico del paziente.
La prima visita
Il peso si guarda insieme al resto. Si parte dalla storia: da quando il peso è aumentato, i tentativi già fatti e come sono andati, i farmaci in corso, compresi quelli che possono far ingrassare, il sonno e il russamento, l’umore, l’alimentazione e il movimento di tutti i giorni.
Poi le misure: peso, altezza, circonferenza della vita e pressione, con un bracciale della misura giusta. Si esegue l’elettrocardiogramma e si guardano gli esami del sangue recenti: glicemia ed emoglobina glicata, colesterolo e trigliceridi, funzione dei reni e del fegato, tiroide. Se c’è affanno o il sospetto di uno scompenso si aggiunge l’ecocardiogramma.
Alla fine si stima il rischio cardiovascolare, anche con il calcolatore SCORE2, si fissa l’obiettivo di calo e si decide insieme il percorso, terapia farmacologica compresa quando è indicata, e come seguirlo nel tempo.
Quando si parla di chirurgia
Per l’obesità più grave c’è anche la chirurgia bariatrica. Le indicazioni internazionali delle società di chirurgia bariatrica (ASMBS e IFSO, 2022) la considerano da un BMI di 35, oppure da 30 in presenza di malattie metaboliche come il diabete di tipo 2. Se ne parla anche quando i farmaci non bastano o non sono tollerati; la scelta si fa insieme a un centro specializzato.
Domande frequenti
- Perché il cardiologo si occupa di sovrappeso e obesità?
- Basta il BMI per capire se il peso è un rischio per il cuore?
- Sono in sovrappeso ma ho gli esami a posto: il peso conta lo stesso?
- Qual è la dieta migliore per perdere peso? E i prodotti dimagranti?
- I farmaci per l’obesità sono sicuri per il cuore?
- Se si sospende la terapia per l’obesità, il peso torna a salire?
- Per dimagrire basta fare sport?
- Sono molto in sovrappeso: che attività fisica posso fare?
Dove e come prenotare
Ricevo al Centro Medico Spallanzani di Parma e all’Ospedale Montecchi di Suzzara. Indirizzi, giorni e tariffe sono nella sezione Dove ricevo e come prenotare.
Per prenotare basta un messaggio su WhatsApp al 378 003 3337, con il motivo della visita e, se ci sono, gli esami recenti. Si può anche telefonare allo stesso numero o scrivere a doc@pietroconcari.it.
Fonti
- Koskinas KC e altri. Obesity and cardiovascular disease: an ESC clinical consensus statement. Eur Heart J 2024;45:4063-4098. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae508
- Visseren FLJ e altri. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. Eur Heart J 2021;42:3227-3337. doi.org/10.1093/eurheartj/ehab484
- Pelliccia A e altri. 2020 ESC Guidelines on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease. Eur Heart J 2021;42:17-96. doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa605
- Organizzazione Mondiale della Sanità. Obesity and overweight, scheda informativa. who.int/news-room/fact-sheets/detail/obesity-and-overweight
- Rubino F e altri. Definition and diagnostic criteria of clinical obesity. Lancet Diabetes Endocrinol 2025;13:221-262. doi.org/10.1016/S2213-8587(24)00316-4
- Van Gelder IC e altri. 2024 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation. Eur Heart J 2024;45:3314-3414. doi.org/10.1093/eurheartj/ehae176
- Lingvay I e altri. Obesity management as a primary treatment goal for type 2 diabetes: time to reframe the conversation. Lancet 2022;399:394-405. doi.org/10.1016/S0140-6736(21)01919-X
- Eisenberg D e altri. 2022 ASMBS and IFSO: Indications for Metabolic and Bariatric Surgery. Surg Obes Relat Dis 2022;18:1345-1356. doi.org/10.1016/j.soard.2022.08.013
- AIFA. Comunicato n. 21/2026 sui farmaci per l’obesità. aifa.gov.it
Questa pagina ha valore informativo generale e non sostituisce la visita medica. Una terapia non va iniziata, sospesa né modificata senza averne parlato con il medico.